Splitboard
Non ti fa solo salire.Ti fa scendere meglio.
Gli impianti della Via Lattea ti portano in quota. Da lì una pellata breve e sei sopra valloni che dalla pista non si toccano. Poi si scende e si ricomincia. Qui si contano le linee, non i metri di dislivello.
Trova latua linea Sette domande e ti dico qual è l'uscita giusta per te →
Qui si cercano linee, non dislivello. La salita è solo il pezzo che manca per arrivare alla neve buona.
La splitboard è una tavola che si apre in due. Sotto vanno le pelli, cammini il minimo indispensabile e in cima la richiudi: due minuti e sotto i piedi hai di nuovo uno snowboard.
Non è scialpinismo e non è snowboard alpinismo. Non ti vendiamo una gita in salita con una discesa in fondo: ti vendiamo il freeride. Il punto è arrivare a linee che dall'impianto non si raggiungono — e farne più di una nello stesso giorno.
Le tavole di oggi lo permettono davvero. L'interfaccia tra attacco e tavola è arrivata a un punto in cui, in discesa, la differenza con una tavola solida non la senti. Quello che una volta era un compromesso, adesso è solo un vantaggio in più.
Fatto appostaper la splitboard
La Via Lattea sembra costruita per la splitboard: gli impianti ti portano in quota, ma mai troppo in alto. Niente terreno da alpinisti — versanti larghi, valloni che si aprono subito e che diventano accessibili appena metti le pelli.
- I.
A volte basta una corsa sola: la seggiovia Cit Roc a Sestriere o l'ovovia del Fraiteve. Da lì si pella poco e si è già all'attacco.
- II.
Quelli che si aprono sono i valloni classici della zona: non difficili, ma vanno saputi leggere — esposizione, orario, che versante ha tenuto la neve.
- III.
E si passa il confine: Italia e Francia nella stessa giornata, che è una cosa che si racconta a cena.
Scegli quantotempo hai
Il prezzo è per l'intero gruppo, non a persona. Massimo cinque persone: sopra quel numero, in neve non battuta, non si sta insieme come si deve.
Da 250 €
Mezza giornata
Il modo più diretto di capire di cosa stiamo parlando.
Dalle 8:30 alle 12:30. Impianto, una pellata corta e sei sulla prima linea. Se il gruppo ha il passo giusto, ce ne sta anche una seconda: si risale con la seggiovia e si cambia versante.
- 1 – 2 persone
- 250 €gruppo
- 3 – 5 persone
- 300 €gruppo
450 € · gruppo
Giornata intera
Si cambiano versanti. Non si torna sulla stessa traccia.
Tutto il giorno per seguire la neve: si va dove ha tenuto meglio, si scende, ci si sposta col comprensorio e si riparte. È la formula in cui si passa il confine e, se volete, si mette in mezzo il pranzo in baita.
- 1 – 5 persone
- 450 €gruppo
Touring Experience
Tre giorni per imparare il touring dall'inizio, nell'ordine giusto.
Qui sì che si parla anche di salita — perché è il corso in cui la si impara. Si parte dalla tecnica in pista, si passa dal fuori pista con gli impianti e dalla ricerca ARTVa e si finisce con la splitboard ai piedi e una prima escursione vera. Aperto a tutti i livelli, da 1 a 5 persone.
Si guarda come scendi
Tre ore di lezione privata: tecnica in pista e primo assaggio fuori. In neve non battuta gli errori si pagano il doppio, quindi si parte da lì.
Fuori pista e ricerca ARTVa
Mezza giornata di freeride raggiunto con gli impianti e nella stessa mattina ARTVa, pala e sonda: come si cerca un compagno sepolto. Non è teoria, si scava.
Pelli sotto e si sale
Test tecnico di sicurezza con la splitboard e prima escursione: montaggio, passo, inversioni, gestione del gruppo.
Tre giorni: 3 ore + due mezze giornate (9:00–13:00). Più siete, meno spende ciascuno.
- 3 ore di lezione privata, in pista e fuori
- Mezza giornata di freeride con gli impianti + ricerca ARTVa
- Mezza giornata di test sicurezza con splitboard ed escursione
Dal caffèall'ultima curva
Così è fatta una giornata con me: dal ritrovo del mattino all'ultima discesa. Sai già cosa ti aspetta, prima ancora di prenotare.
Ritrovo al meeting point
Ci si trova in piazza Kandahar, davanti al Surfshoppe. Si controlla il materiale pezzo per pezzo — attacchi, pelli, ARTVa, pala, sonda — e chi deve noleggiare ritira lì la sua splitboard, già pronta della misura giusta.
Caffè e le prime curve
Un caffè insieme e si sale con l'impianto per un paio di discese in pista. Serve a scaldarsi, ma soprattutto serve a me: guardandoti scendere capisco come stai sulla tavola e da lì decido dove ha senso portarti oggi.
La prima linea
Si sale con l'impianto fin dove arriva, poi pelli sotto e si cammina il pezzo che manca. In cima si richiude la tavola, si guarda la linea da fare — e si scende. Se il gruppo ha il passo giusto, si risale e se ne fa un'altra.
Il cuore della giornataQui finisce la mezza giornata
Durante la mattina ci si ferma quando serve: si beve, si mangia quello che ognuno ha nello zaino — barrette, frutta secca, roba leggera. Alla mezza giornata si chiude qui, con una o due linee fatte.
Fine · mezza giornataBaita o rifugio
Chi ha preso la giornata intera si ferma a mangiare in una baita o in un rifugio, con i prodotti di qui. È la mezz'ora in cui ci si scalda, si racconta la discesa appena fatta e si decide insieme dove andare dopo: per molti è il pezzo che si ricordano di più.
Solo giornata interaSi cambia versante
Con il comprensorio ci si sposta dove la neve ha tenuto meglio — anche dall'altra parte del confine — e si mette insieme un'altra linea, magari due. Si chiude in tempo per gli ultimi impianti.
Solo giornata interaPoi, come sempre, decide la neve. Se il vento ha rovinato il versante che avevamo in mente o se dall'altra parte è messa meglio, cambiamo programma: te lo dico la mattina davanti al caffè e scegliamo insieme dove andare.
Ricerca ARTVa,in ambiente
Una giornata costruita solo sulla sicurezza, ma non in aula e non in un campo scuola: si sale in splitboard e si simula un travolgimento vero, dove capiterebbe davvero.
Con la stanchezza addosso, il terreno difficile sotto i piedi, il gruppo da coordinare e i minuti che corrono. È l'unico modo per scoprire se quello che sai fare in teoria lo sai fare anche quando conta — e per imparare a farlo insieme agli altri, che è la parte che nessuno prova mai.
L'esperienza si costruisce su misura: da soli, in gruppo o con i colleghi. Per questo non trovi un prezzo in listino: scrivimi e la programmiamo insieme, con calma, sul numero di persone e sul tempo che avete.
Per le aziende: come team building funziona meglio di qualsiasi sala riunioni. Ruoli da assegnare, tempo che scade, una persona da ritrovare. Chi coordina lo scopre lì.
Parliamone →
Che rider seiquando finisce il battuto
Prima di scrivermi, riconosciti in una di queste tre. Quello che conta è come te la cavi in discesa fuori dal battuto — non quanto sei allenato: è da lì che decidiamo dove andare. E se ti senti a metà tra due, scrivimi lo stesso: bastano due messaggi per capirlo insieme.
La prima volta
Scendi in sicurezza sulle piste rosse e hai già messo il naso fuori dal battuto. La splitboard non l'hai mai calzata: si impara in dieci minuti e la parte a piedi è corta per davvero.
Una pellata breve, una lineaCi sei già stato
Il fuori pista lo frequenti, la neve variabile non ti spaventa, sulle nere conduci. Qui si allunga il raggio: più traversi, versanti diversi, due o tre linee nella stessa giornata.
Un paio di risalite breviCerchi le linee
Powder, pendii lunghi, qualche canale. Sai leggere il terreno e vuoi arrivare dove serve saperci arrivare. È qui che conoscere la zona a memoria fa la differenza vera.
Dove serve, si cammina
Fuoriti porto io
Mi chiamo Gigi Lozzi, Istruttore Nazionale di snowboard. Ma per queste giornate conta soprattutto un'altra cosa: questi valloni li giro da anni. So quale versante tiene la neve tre giorni dopo la nevicata, a che ora si scende bene e a che ora è già tardi e quali sono le linee che dalla pista non vedi nemmeno.
È esattamente la differenza tra andare in un posto e viverlo nel modo giusto.
La lista,senza sconti
Non hai la splitboard? Nessun problema: abbiamo un noleggio convenzionato a Sestriere. Diccelo quando prenoti, così la trovi pronta la mattina — misura giusta, pelli tagliate.
Chiedi il noleggioPranzo in baita
Il pezzo che trasforma un'uscita in una giornata. Ci si toglie lo zaino, si mangia in una baita della Via Lattea e si rivive la discesa raccontandola. Lo prenotiamo noi.
Shuttle
Quando la linea migliore non torna dove è partita, ti recuperiamo a valle. Così si sceglie la discesa giusta e non quella comoda.
Fotografo
Un fotografo che sale con voi. La traccia la cancella la prima nevicata, le foto no.
Quello checi chiedono sempre
Sì, ed è il caso più comune. Montarla e smontarla si impara in dieci minuti, il passo in salita in altri dieci. Quello che serve davvero è saper scendere: se in pista sei sicuro e hai già messo il naso fuori dal battuto, sei pronto per la prima uscita.
Poco, ed è il punto di tutta questa pagina. Gli impianti fanno il lavoro pesante e le pelli servono solo per l'ultimo tratto, quello che l'impianto non copre. Non vendiamo dislivello: la salita è la parte più corta della giornata.
Se poi vuoi camminare di più perché ti piace, si può fare — ma è una scelta tua, non il programma.
L'obiettivo. Nello scialpinismo il centro è la salita: la discesa è il modo di tornare a valle. Qui è l'opposto: il centro è la linea da scendere: la salita è il mezzo per arrivarci. Per questo cerchiamo di farne più di una nella stessa giornata, invece di una sola lunga.
Servono sempre, tutti e tre, a ogni persona del gruppo: fuori dalle piste battute non si va senza. Se non li hai, dillo quando prenoti e ci organizziamo con il noleggio convenzionato.
Se invece li hai ma non li hai mai usati sul serio, guarda l'esperienza dedicata alla ricerca ARTVa: è fatta esattamente per quello.
No, lo skipass si compra a parte. E serve: è l'impianto a fare il grosso della risalita, quindi senza non si parte. Il prezzo dell'uscita copre il maestro e il gruppo.
Stesso discorso per il noleggio dell'attrezzatura, se ti serve.
Da 1 a 5 persone, sia per la mezza giornata che per la giornata intera; il prezzo è per il gruppo, quindi più siete meno spendete a testa. Il workshop di 3 giorni si fa da 1 a 5 persone.
Oltre le cinque persone non andiamo. In neve non battuta un gruppo grande si allunga, si aspetta e la sicurezza cala.
Sulla Via Lattea, il posto preciso si decide la mattina stessa: dipende da dove ha nevicato, da come ha lavorato il vento e da che ora è. È il vantaggio di avere 400 km di comprensorio: una linea buona, da qualche parte, c'è quasi sempre.
Spesso si finisce sul versante francese. Porta un documento d'identità.
Oggi sì. L'interfaccia tra attacco e tavola è arrivata a un livello per cui, una volta richiusa, la differenza in discesa non si percepisce. Dieci anni fa era un compromesso, adesso non lo è più: è una tavola da freeride che, in più, ti porta dove vuoi tu.
Un minutoe capisci tutto
Si sale poco, si arriva in cima e si scende nella neve fresca. Un minuto di video e hai capito com'è.
Guarda su YouTube →





Dimmi cosa hai in testa,al resto ci penso io
Scrivimi su WhatsApp: ti dico come sono le condizioni in questi giorni, quale uscita ha senso per te e cosa ti serve. Se non hai l'attrezzatura, ce ne occupiamo noi.




















